Giuseppe Bianchini a metà degli anni '80, si trovò a dover condurre un'azienda ancora basata sulla mezzadria e con soli 4 ettari a vigneto che era riuscito ad impiantare negli anni '70 convincendo faticosamente la vecchia contessa Ciacci Piccolomini. Da allora, in poco più di un decennio con un grande lavoro, abbiamo riconvertito l'azienda impiantando altri 35 ettari a vigneto estendendoci anche nella zona del Montecucco d.o.c. in località Montenero d'Orcia, attraverso l'acquisizione del podere Santo Stefano con annessa cantina, gestito secondo i criteri dell'agricoltura biologica. Tale operazione ha permesso di riunire in un'unica proprietà i terreni sulle due sponde, senese e Grossetana del fiume Orcia. Ma le novità della nuova gestione, quella dei figli Paolo e Lucia , non finiscono qui: viene inaugurata la nuova cantina della Tenuta Ciacci Piccolomini d'Aragona costruita presso il Molinello di ben 2500 mq, ideata e disegnata dal padre Giuseppe. Anche la realizzazione delle nuove etichette sviluppate sul progetto di Giuseppe contribuiscono a dare all'azienda una nuova impronta rendendo più visibile il marchio Ciacci Piccolomini d'Aragona: inizia così la prima commercializzazione dei vini del nuovo Millennio. Malgrado i cambiamenti il nostro impegno sarà comunque quello di seguire e rispettare la tradizione, cercando sempre di migliorare ove sia possibile, al fine di poter produrre vini qualitativamente elevati . Inoltre , se tutto proseguirà secondo le nostre aspettative, vorremmo migliorare l'accoglienza dei nostri ospiti attraverso sostanziali ristrutturazioni nei nostri casali destinati all'agriturismo, concludendo così un lavoro iniziato tanti anni fa'.
La Storia
La Tenuta Ciacci Piccolomini d'Aragona vanta le proprie origini fin dal secolo XVII e custodisce il proprio patrimonio storico in un palazzo sorto nello stesso periodo ad opera del Vescovo montalcinese Fabivs de' Vecchis Abate di Sant'Antimo. Come tanti altri giovani rampolli delle nobili famiglie senesi, conseguì la laurea di dottore “utriusque legis” per seguire poi la carriera ecclesiastica. Presto fu Canonico della Metropolitana di Siena e nel 1663, all'età di soli 39 anni, fu eletto Vescovo e destinato alla sede di Montalcino, che assunse il 14 gennaio 1664 con i titoli di Abate di Sant'Antimo, Conte Palatino e Consigliere dell'Impero. Fabivs concepì ben presto il progetto della costruzione della sua residenza personale in Castelnuovo dell'Abate, castello eretto dagli Abati di Sant'Antimo nel luogo di un antichissimo castellare preistorico. Il Palazzo, imponente per la mole, è eretto in forme tardo-barocche nel cuore del Castello, di fronte alla chiesa parrocchiale e nell'antica “casa” del Comune nell'area dove, già nel Medioevo, esisteva l'antico Palazzo degli Abati di Sant'Antimo. Dando prova di particolare sensibilità antiquaria, Fabivs volle anche arricchire il giardino, sistemandovi antichi pezzi scultorei provenienti dalla stessa Abbazia. Il Palazzo, rimasto alla Mensa Vescovile di Montalcino, sarà posto all'incanto a seguito della legge italiana sui beni dell'Asse Ecclesiastico e acquistato il 16 settembre 1868, con le vaste proprietà agricole annesse alla Mensa, dalla contessa Eva Bernini Cerretani.
Il 31 dicembre 1877 la contessa Cerretani vendette a sua volta l'intero patrimonio a Francesco, capo della famiglia castelnuovese dei Ciacci. In seguito al matrimonio, avvenuto nella prima metà del ‘900, fra il conte Alberto Piccolomini d'Aragona, discendente dalla stirpe di Enea Silvio Piccolomini noto come Papa Pio II, e la signorina Elda Ciacci , il cosiddetto Palazzo del Vescovo diventa Palazzo Ciacci Piccolomini d'Aragona. Nel 1985, con l'estinguersi del casato, la proprietà passò in eredità a Giuseppe Bianchini e alla sua famiglia, che vi stabilì la residenza e la sede dell'azienda agricola, raccogliendone anche il patrimonio storico e portando avanti con determinazione le tradizioni e la cultura loro tramandate. Purtroppo Giuseppe, grande vignaiolo ed estroverso personaggio montalcinese, è venuto a mancare nel febbraio 2004, lasciando un grande vuoto e un grande compito da continuare ai figli Paolo e Lucia, che già lo affiancavano nella gestione aziendale e nelle cui mani è oggi il timone della Tenuta Ciacci Piccolomini d'Aragona. Per ricordare degnamente Giuseppe, la famiglia Bianchini gli ha dedicato la Riserva del Brunello poiché “con la sua operosità e la sua dedizione ha permesso a questa azienda di raggiungere i massimi livelli qualitativi”. Per la sua attività e per l'attaccamento dimostrato al territorio ilcinese, il Comitato Cateriniano gli attribuì il prestigioso Premio Internazionale “Santa Caterina d'Oro – Città di Siena”.
Note:
www.ciaccipiccolomini.com
info@ciaccipiccolomini.com
Proprietà: Giuseppe Bianchini
Anno di fondazione : 1985
Enologo : Paolo Vagaggini
Bottiglie prodotte : 100.000
Ettari vitati : 35
Vendita diretta in azienda : si
Visite in azienda: su prenotazione
Come arrivarci: da Siena percorrere la cassia fino a Buonconvento quindi per Montalcino
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€ 15,65 |
prodotto in riassortimento |