Bottiglie di vetro e altri contenitori

Anche se oggi si tenta d'introdurre qualche altro tipo di contenitore, le bottiglie di vetro sono sempre di gran lunga le più usate, non solo per la qualità che offre questo materiale assolutamente inattaccabile ma anche per motivi di tradizione. Bottiglia di vetro classica e fiasco Può darsi che un giorno il consumatore troverà normale acquistare del vino in lattina d'alluminio o in scatola di cartone plastificato o in bag in box, ma oggi è assolutamente prematura ogni previsione sull'affermarsi o meno di questi contenitori alternativi che, pur presentando qualche vantaggio specialmente per il consumo dei vini correnti, sono ancora in fase di sperimentazione. Il vino pregiato, a denominazione d'origine controllata o a denominazione d'origine controllata e garantita, dovrà in ogni caso restare nella tradizionale bottiglia di vetro, tappata con un buon sughero.

Fino ad alcuni anni or sono, oltre alle bottiglie, in Italia si usava il fiasco, che era pur sempre un contenitore di vetro anche se rivestito di paglia. Oggi il fiasco è quasi scomparso perché la sua confezione pressoché manuale lo ha reso troppo costoso. Sopravvive come contenitore tradizionale e pregiato soprattutto in Toscana, dove è legato a un grande e classico vino: il Chianti.

Le bottiglie possono avere forma e colore differenti in rapporto al tipo di vino che contengono, sia per ragioni legate alla tradizione o alla consuetudine sia per motivi più propriamente enologici, soprattutto per quanto riguarda il colore del vetro, che in genere è verde più o meno scuro, o marrone, o bianco (vetro perfettamente trasparente). Si sa che un vino, se sottoposto all'azione dei raggi luminosi, può subirne danno, per cui si usa vetro chiaro soltanto per quei vini bianchi che, date le loro caratteristiche, saranno consumati giovani. In tal caso la luce non avrà tempo di arrecare danni e si potrà avere il piacere di ammirare attraverso il vetro il colore allettante del vino. Per la stessa ragione si mettono spesso in bottiglie incolori anche i vini rosati e i rossi novelli da consumare giovanissimi. Per gli altri vini si usa il vetro colorato, che protegge meglio il contenuto. Il vetro verde è usato per vini bianchi o rossi che hanno già subito interamente il loro processo di maturazione e che saranno consumati a breve o medio termine. Per i vini particolarmente pregiati e destinati a lungo invecchiamento sono invece preferite bottiglie di vetro marrone scuro. In sostanza, si può affermare che dal colore della bottiglia è direttamente influenzata la vita del vino.

Bottiglie di vetro verde

Non sembra invece avere influenza sull'evoluzione del vino la forma della bottiglia, mentre può averne la sua capacità. E qui ci ricolleghiamo a quanto detto precedentemente a proposito della quantità d'aria (camera d'aria) che occupa nel collo della bottiglia lo spazio fra il livello del liquido e il tappo. E' chiaro che il rapporto fra questa quantità d'aria e la quantità di vino è sfavorevole alla conservazione della qualità nel caso di bottiglie piccole, come quelle da 1/4 o da 1/5 di litro, o, peggio, delle cosiddette mignon. Le piccole bottiglie (ve ne sono anche da 100 ml) hanno dunque una giustificazione soltanto sul piano della comodità o dell'economia (picnic, consumazione al bar o al ristorante senza sprechi, ecc.). Può essere razionale il loro uso nel caso degli spumanti, qualora non si ritenga di poter bere subito l'intero contenuto di una bottiglia normale. Questi vini, infatti, una volta aperti e consumati solo in parte, anche se sono ritappati con cura, perdono rapidamente le particolari qualità organolettiche per cui sono apprezzati e il loro tenore in anidride carbonica che li rende spumanti.

La capacità della bottiglia ha una sua importanza anche sotto l'aspetto economico. La CEE è intervenuta contrastando una certa tendenza all'anarchia in questo campo, che andava risolvendosi a tutto vantaggio dei produttori e a svantaggio dei consumatori in seguito alla diminuzione del contenuto tradizionale delle bottiglie più diffuse, sceso, per esempio, da 750 cc a 720 cc e perfino a 700 e 650 cc. E' stata dunque varata una normativa che fissa delle capacità precise (con tolleranze minime) alle quali dovranno uniformarsi, al termine del periodo transitorio, tutti i produttori del Mercato Comune. I volumi stabiliti per i recipienti di misura CEE, indicati anche sul vetro delle bottiglie ed espressi in ml (corrispondenti ai cc), sono i seguenti: 100, 250, 350, 375, 500, 700, 750, 1000, 1500, 2000, 5000. Ora, dunque, anche se le misure non sono certo poche, il consumatore ne è perlomeno chiaramente informato e se fa confusione la colpa è sua. A titolo di curiosità riferiamo che nel secolo scorso si andava in certi casi ben al di sopra della bottiglia magnum (2 litri) o di quella da 5 litri prevista dal regolamento della CEE, arrivando nel caso di pranzi eccezionali a stappare bottiglie anche da 20 litri (la leggendaria bottiglia Nabucodonosor). Al di sotto di questa misura vi erano altre bottiglie, pure gigantesche, dai nomi roboanti come Matusalemme, Salmanazar, Balthazar, ecc. Oggi, alla spettacolarità si preferisce la praticità, per cui tali bottiglie sono pochissimo usate.

Varie forme di bottiglie e diversi colori del vetro

Nel discorso della praticità rientra anche quello del peso della bottiglia, che non si gradisce sia eccessivo. E' però indispensabile che le bottiglie presentino una resistenza sufficiente agli sbalzi di temperatura e agli urti, ovviamente entro limiti ragionevoli, e che quelle adibite al contenimento degli spumanti siano realizzate in modo da avere anche un'adeguata resistenza alla pressione, per evitare che possano scoppiare: sottoposte a collaudo devono resistere alla pressione di 10-12 atmosfere per almeno 24 ore.

La forma delle bottiglie può variare secondo le tradizioni locali e anche per motivi di presentazione commerciale o di economia. Vi sono tuttavia bottiglie di alcune forme ormai classiche, largamente adottate in rapporto al tipo di vino che devono contenere, e denominate nel modo che segue:

- bordolese: cilindrica, per circa due terzi della sua altezza, si restringe poi rapidamente terminando con un collo abbastanza lungo; di colore verde, o bruno scuro, o mezzo bianco, o bianco, è usata per vini rossi e rosati di ogni tipo e per vini bianchi comuni o speciali;
- renana: di forma allungata ed elegante, realizzata con vetro verde, o mezzo bianco, è impiegata per vini bianchi, rosati, e anche per vini passiti e liquorosi;
- borgognona: più spessa e di forma meno elegante delle precedenti, di vetro verde, anche molto scuro, o marrone, è destinata soprattutto a contenere vini rossi superiori, da lungo invecchiamento;
- champagnotta: abbastanza simile per forma alla borgognona, ma più elegante, anche perché realizzata con vetro di particolare composizione, è solitamente verde e in taluni casi bianca; è impiegata per i vini spumanti.

Forme più diffuse di bottiglie per vino Forme più diffuse di bottiglie per vino Forme più diffuse di bottiglie per vino

Un cenno merita anche la classica bottiglia da Marsala, con il collo che presenta un allargamento al centro (collo a oliva), usata per quei vini speciali che possono trarre profitto, anziché danno, dall'esistenza di un'abbondante camera d'aria all'interno del collo.