Il controllo del vino

Prima di essere messo in bottiglia, il vino subisce normalmente quello che potremmo chiamare il suo esame di maturità. Si tratta di una serie di controlli analitici (grado alcolico, acidità, ecc.) e organolettici, che hanno lo scopo di accertarne le qualità e le particolari caratteristiche compositive. Infatti, dopo l'imbottigliamento non è più possibile seguire il vino e operare interventi su di esso. Questi ultimi, se qualcosa non risulta a posto, possono e devono essere dunque effettuati prima, affinché quello che viene imbottigliato sia un prodotto ormai completamente rifinito e stabilizzato, che non dia cattive sorprese e delusioni al momento in cui si stapperà la bottiglia.

Gli stabilimenti enologici dispongono di strumenti adeguati per effettuare le numerose analisi. Chiunque può, tuttavia, fare ricorso a una prova molto semplice, utile da eseguire non solo nell'imminenza dell'imbottigliamento, ma, saltuariamente, anche in tempi precedenti per controllare la tenuta del vino e la sua buona conservabilità. E' la cosiddetta prova di tenuta all'aria, consistente nell'immettere vino prelevato da tutti i recipienti della cantina in comuni bicchieri. Nel corso di questa prova si dovrà verificare se nel giro di alcuni giorni la limpidezza e il colore del vino restano immutati oppure subiscono alterazioni. Nella seconda ipotesi si prenderà atto che purtroppo il vino non si trova in buono stato di salute e si dovrà identificare la natura dell'alterazione, provvedendo urgentemente ad effettuare gli opportuni interventi.