L'imbottigliamento

E' indispensabile la più assoluta pulizia dei contenitori bottiglie, fiaschi, o altro che ospiteranno il vino, per evitare ogni suo possibile deterioramento. Le aziende vinicole di una certa dimensione dispongono di attrezzature meccanizzate di lavaggio a grande resa oraria. Il piccolo produttore, o il consumatore che imbottiglia da sé, devono curare al massimo specialmente la pulizia delle bottiglie che sono già state usate, per le quali è opportuna un'immersione di qualche giorno in una soluzione di acqua e carbonato di sodio (3-4%). Quindi si deve procedere al lavaggio con acqua calda in cui siano stati preventivamente disciolti solfato trisodico (1%) e carbonato di sodio (3%), effettuando anche una spazzolatura interna mediante gli appositi spazzolini o, più opportunamente, servendosi di macchine lavabottiglie, di cui esistono anche modelli semplici ed economici.

Catena di imbottigliamento

Le bottiglie vanno poi risciacquate abbondantemente e fatte scolare, attendendo, prima di usarle, che siano perfettamente asciutte e badando che nel frattempo non si sporchino internamente per penetrazione di polvere o altro. Anche le bottiglie nuove di fabbrica devono essere sottoposte a lavaggio, soprattutto se permangono molto tempo in depositi o magazzini. Il loro lavaggio, però, è meno impegnativo e può essere fatto con sola acqua (meglio se sotto pressione), accompagnato da spazzolatura. Il successivo imbottigliamento può essere eseguito con semplici dispositivi a sifone, di plastica o gomma, o con apparecchi, anch'essi semplici ed economici, che riempiono le bottiglie a livello costante, interrompendo automaticamente il flusso del liquido.

Imbottigliamento

La tappatura delle bottiglie si fa di solito con l'ausilio di macchinette tappatrici. E' utile notare la grande importanza che ha il livello del vino nella bottiglia. Infatti se si lascia troppo spazio nel collo tra il vino e il tappo, l'aria che lo occupa può causare, specie nel caso di vini a lunga conservazione, non solo un'invecchiamento precoce del vino stesso, ma anche una sua evoluzione in senso negativo. La causa di ciò sta nell'ossidazione che avviene nel tempo ad opera dell'ossigeno dell'aria contenuta nello spazio libero della bottiglia. D'altra parte, un'eccessiva riduzione di tale spazio non è neppure consigliabile, perché potrebbe prodursi la rottura del vetro in caso di dilatazione termica del vino o nella fase stessa della tappatura.

Un imbottigliamento ben fatto non dovrebbe lasciare a disposizione dell'aria uno spazio maggiore di due centimetri fra la superficie del vino e l'estremità inferiore del tappo. Però questi spazi dipendono, logicamente, dalla temperatura del vino che si imbottiglia. L'operazione dell'imbottigliamento e la successiva applicazione del tappo sono effettuate automaticamente presso le grandi cantine, e ciò dà garanzia d'igiene e di buona conservazione del prodotto. Un tempo e forse ancora oggi nelle campagne si diceva che il vino dev'essere imbottigliato con la luna nuova. In realtà, ciò che conta è che l'operazione venga svolta con condizioni atmosferiche favorevoli, e cioè quando l'aria contiene una bassa percentuale d'umidità e vi è alta pressione. Ciò evita perdita di sostanze volatili e dà inoltre minori possibilità d'intorbidamento del vino contenuto in botte e che viene imbottigliato. La tecnologia moderna, tuttavia, impiegando macchine imbottigliatrici isobariche ed operando rigorose e controllate filtrazioni, considera ancestrali i consigli attinenti alle lune nuove e al tempo sereno per effettuare un buon imbottigliamento.