Tappi di sughero e altri sistemi di chiusura

E' convinzione diffusa che una bottiglia di vino il cui tappo non sia di sughero debba contenere un prodotto comune, non pregiato. Ciò può essere vero statisticamente, anzi di certo è vero e la ragione è spiegabile facilmente. Il tappo di sughero è di gran lunga il più caro fra tutti i sistemi di chiusura delle bottiglie ed è perciò logico, data la sua incidenza sul costo finale della bottiglia di vino, che i produttori abbiano cercato di sostituirlo con chiusure più economiche allo scopo di limitare il prezzo delle bottiglie di vino di uso più corrente, cioè del vino comune da pasto. Si consideri poi che il tappo di sughero è legato all'immagine dei vini nobili, blasonati, a lungo invecchiamento, per i quali d'altronde esso è insostituibile. E' dunque psicologicamente comprensibile l'atteggiamento di molti consumatori che mostrano diffidenza nei confronti di vini in bottiglie con tappi diversi da quelli di sughero, ma affermare ed essere convinti che tutti i buoni vini debbano necessariamente essere protetti da un tappo di sughero sarebbe semplicistico e fuorviante.

Vari tappi di sughero

Anzitutto bisogna mettere in chiaro che la funzione principale del tappo è quella di chiudere perfettamente la bottiglia affinché il contenuto conservi integre nel tempo le sue qualità e non vada soggetto a deterioramenti di sorta. Per questo scopo, qualsiasi tappo a chiusura ermetica è pienamente valido, e particolarmente efficiente è il tanto ingiustamente vituperato tappo a corona, praticissimo e rapido da applicare nelle moderne linee d'imbottigliamento così come da togliere al momento del consumo. E' risaputa l'importanza del tipo di contenitore per una buona riuscita del vino.

Tappo a corona per vino

Per i vini bianchi e il discorso può essere esteso, in genere, a tutti quei vini che vanno consumati giovani, sono necessari contenitori impermeabili, come quelli di acciaio inossidabile, mentre per i vini rossi superiori, da invecchiamento, sono indicati i contenitori di legno perché leggermente porosi. Allo stesso modo, si può considerare vantaggiosa per questi vini, dopo l'imbottigliamento, la lieve permeabilità all'aria del tappo di sughero, che consente nel lungo periodo un ulteriore affinamento del vino, in quanto si realizza un ideale compromesso fra riduzione e ossidazione, con l'acquisizione di pregevoli sfumature di bouquet. Per i vini che non presentano queste esigenze, invece, il tappo di sughero non offre particolari vantaggi, se non sul piano di una collocazione commerciale più prestigiosa che peraltro si basa ampiamente sull'equivoco. Il problema del tappo è, comunque, oggi un problema aperto. Alle spalle del tappo di sughero c'è una lunghissima esperienza e si deve proprio all'introduzione di questo tipo di chiusura (XVII secolo) se tanti grandi vini hanno potuto essere conservati in bottiglia, acquisire pregio e guadagnarsi fama e prestigio nel mondo. Tuttavia il buon sughero. anche per la grande richiesta esistente, diviene sempre più costoso e meno facile da trovare. Approssimativamente, un tappo di sughero efficiente costa quasi quanto la bottiglia di vetro. Oggi si producono anche tappi con sughero sbriciolato, pressato e tenuto insieme con collanti, ma non raggiungono la qualità e soprattutto l'elasticità di quelli ricavati dal sughero intero.

Tappo sintetico, di plastica e a strappo per vino

I tappi di plastica (generalmente in politene) non presentano né i vantaggi di quelli di sughero né la praticità di quelli a corona. Si stanno facendo esperimenti con materie plastiche espanse, ma è presto per dire quali saranno i risultati. Abbastanza diffusi sono i tappi a vite e quelli a strappo. Nel primo caso l'imboccatura della bottiglia deve consentire l'avvitamento, e si ha il vantaggio di poter richiudere la bottiglia con la stessa capsula; nel secondo caso, la capsula di alluminio viene strappata agendo su una linguetta che la rompe. Questi due tipi di tappi, come del resto quelli a corona, hanno un sottotappo costituito da un dischetto di sughero pressato o di plastica o di entrambe le materie, che aderisce all'imboccatura della bottiglia chiudendola mediante pressione. Perciò tappi a corona, a vite, a strappo, anche se di diverso aspetto e diversa praticità, chiudono la bottiglia nello stesso modo.

Tappi a corona per vino

Occorre ancora qualche breve precisazione sul tappo di sughero, che è il più classico e tuttora di gran lunga il più usato, se non si considera la produzione di massa dei vini comuni. E' indispensabile che questi tappi, ricavati dalla scorza della quercia da sughero, siano di ottima qualità. Usare dei cattivi tappi di sughero è un assurdo, perché si rischia di compromettere in modo irrimediabile la qualità del vino. Tappi scadenti, oltre a presentare spesso cavità e crepe che ne compromettono la resistenza al momento dell'estrazione, con conseguente facile rottura e caduta di polvere o briciole nella bottiglia, possono avere anche l'attitudine a cedere cattivi sapori al vino per loro insufficiente depurazione (sapore di tappo) o per la presenza nel sughero di contaminazioni da microrganismi (muffe, funghi, ecc.). L'elasticità è una qualità molto importante del tappo, perchè lo fa aderire perfettamente al vetro della bottiglia. Per facilitare la sua entrata nel collo di quest'ultima, il tappo può subire un processo di paraffinatura o di satinatura. E' anche da ricordare, che il tappo di sughero può rinsecchirsi per eccessiva aridità e calore dell'ambiente, venendo meno alla sua funzione di chiusura, o ammuffire per la troppa umidità.