Si è visto di quante cure abbia necessità il vino, e di ciò bisogna tener conto quando si va ad acquistarlo. A ben poco servirebbero infatti le nostre attenzioni amorevoli se il vino fosse stato tenuto con trascuratezza dal commerciante. Occorre quindi rivolgersi a ditte serie, a negozianti di fiducia, a persone che sanno come va trattato il vino e non a chi, magari, riempie le sue vetrine di bottiglie per metterle in bella mostra, non preoccupandosi del fatto che restino esposte alla luce, al calore, agli sbalzi di temperatura. Anche molti supermercati non sono esenti da critiche: spesso il vino resta negli scaffali a lungo, magari dopo essere stato precedentemente immagazzinato in ambienti inadatti. A volte gli approvvigionamenti sono eseguiti non in base a una corretta valutazione delle possibilità di smercio in un tempo ragionevole, ma badando alla convenienza economica dell'acquisto di grossi stock, senza considerare, come si dovrebbe, l'opportunità di non tenere per troppo tempo immagazzinato il vino. Può capitare così, per esempio, di acquistare dei vini bianchi che hanno già perso molto delle loro qualità originarie.
In ogni caso, molto importante è accertarsi dell'annata di vendemmia, non solo perché vi sono annate più o meno buone, ma anche perché se certi vini rossi, ben tenuti, possono aver tratto vantaggio dall'invecchiamento (e dì conseguenza può essere giustificata una differenza di prezzo rispetto allo stesso vino di produzione più recente, o di annata meno buona), per i vini bianchi l'invecchiamento è solitamente dannoso e perciò è opportuno acquistare prodotti dell'ultima vendemmia. E' sempre buona norma, comunque, prima di fare acquisti consistenti, accertarsi che il prodotto sia stato sempre trattato con la cura indispensabile, quella che un commerciante serio, capace di fare il suo mestiere non solo con competenza ma anche con l'amore che il vino sempre richiede, non gli farà mai mancare.
Ovviamente il discorso della serietà e della competenza vale anche nel caso dell'acquisto diretto presso i produttori. E' sempre consigliabile acquistare vini imbottigliati ed etichettati, diffidando dei vini sfusi di produzione ultrartigianale o famigliare, i cosiddetti "vini del contadino". Con questa definizione si suole indicare un vino fatto all'antica, un vino che si presume sicuramente naturale e genuino. Tuttavia non sempre la genuinità è sufficiente per dare un prodotto pregevole.
Infatti, durante il periodo di maturazione e anche in altre fasi della sua vita il vino subisce trasformazioni tali che possono creare delle sorprese, se il controllo e la cura non hanno potuto essere esercitati in modo efficace per mancanza di cultura enologica, di tempo, di attrezzature adeguate. A volte queste sorprese possono essere buone, altre volte meno buone o addirittura cattive, per cui, anche nel migliore dei casi, è difficile che sia garantita una costanza qualitativa. Fatte queste premesse, si può dire che oggi in Italia la qualità del vini è in media più che soddisfacente. L'evoluzione del gusto del consumatore e il perfezionamento qualitativo del prodotto sono andati di pari passo. Il consumatore pretende la qualità ed è disposto a pagarla, cosicché anche da parte dei produttori si tende a fare e mettere in commercio vini in bottiglia di tutto rispetto. E' accaduto, insomma, che il vino buono ha cacciato il vino cattivo, che nessuno più accetta, rendendo anche difficili e non sempre convenienti eventuali frodi. Oggi le norme di legge sono molto più precise di un tempo e il consumatore, esaminando l'etichetta, può già avere dati interessanti sul prodotto.


