Come orientarsi per fare una buona provvista di vini? Suggerire scelte specifiche sarebbe del tutto fuori luogo, perché in questo campo le scelte si fanno in base ai propri gusti, alle proprie necessità, alla propria esperienza. Può risultare utile, tuttavia, suggerire qualche criterio di base generico riguardo alla composizione della scorta da conservare in casa. Si è avuto più volte l'occasione di dire che i vini bianchi durano meno rispetto ai rossi: ecco dunque l'opportunità di dare quantitativamente la preferenza a questi ultimi, scegliendo di fare un rifornimento più continuativo dei primi.
I bianchi, trascorso un certo periodo di tempo dalla loro produzione, non sopravvivono e ci si potrebbe perciò trovare nella spiacevole situazione di bere male, o addirittura di doverli gettare via. In ogni caso, specie se non si possiede l'ambiente adatto per una perfetta conservazione, si deve provvedere alla propria scorta di vino tenendo conto delle possibilità di conservarlo in un ragionevole spazio di tempo, senza farsi prendere da facili entusiasmi anche se ci si presenta l'occasione di un acquisto favorevole.
Oggi si nota la tendenza all'affermazione di vini leggeri, di vini freschi, di sapore morbido, poco tannico, tuttavia orientarsi solo su questi tipi di vini potrebbe, in certe situazioni, far apparire povera la nostra cantina agli occhi degli ospiti. Dunque è buona regola non mancare mai almeno di qualche bottiglia da grandi occasioni, di quelle, per intenderci, che costituiscono il blasone di ogni cantina che si rispetti. Non dovrebbero mancare, insomma, alcune bottiglie convenientemente invecchiate di vini famosi (Chianti, Barolo, Recioto, Amarone della Valpolicella, Brunello di Montalcino, Barbaresco, ecc.). A questi vini d'annata dovrebbero poi tener compagnia nella nostra enoteca anche bottiglie di vino dello stesso tipo ma di produzione più recente. Tra i vini esiste una gran varietà di sapori, anche tra vini dello stesso tipo più o meno invecchiati, di annate diverse, di provenienze diverse. Tuttavia, l'unico modo di fare la conoscenza con un vino è assaggiarlo, anzi assaggiarlo più volte, a distanza di tempo, scegliendo bottiglie diverse, marche diverse, facendo tutti i confronti possibili. Un appassionato di vini, inoltre, anche se si è formato preferenze ben precise, non dovrebbe mai sottrarsi all'assaggio di vini che non conosce o che conosce poco, o che magari non ha trovato di suo gusto in precedenti occasioni. Ciò almeno per due motivi: perché è bene mantenere un certo allenamento della nostra capacità di indivìduare le qualità intrinseche del vino, provando sapori diversi e facendo i relativi confronti, e perché, cosa che spesso si trascura di considerare, i nostri gusti possono cambiare nel tempo. E' proprio con l'esperienza che ci si forma una propria linea di gusto che può essere statica (ma a ragion veduta) oppure evolversi.
Un vero intenditore deve sforzarsi sempre di allargare le proprie conoscenze, i propri programmi d'indagine e di ricerca. La cosa peggiore, per ciò che riguarda i nostri rapporti col vino, è accontentarsi di ciò che si trova comodo acquistare nel negozio sotto casa. Dietro l'angolo si fa per dire può invece attenderci il grande amore, il vino che soddisfa pienamente il nostro gusto e che giureremo di non lasciare più, almeno fino al successivo colpo di fulmine.


