Per il vino il trasporto può essere certamente un trauma, ma non è il caso di drammatizzare questo evento inevitabile per ogni vino che non sia consumato sul luogo di produzione. Una volta si faceva una distinzione tra vini trasportabili e non trasportabili e si poteva anche notare una sensibile differenza tra un vino bevuto dov'era nato e lo stesso vino bevuto in città. Oggi la tecnica enologica ha fatto passi da gigante, e bottiglie di vino pregiato viaggiano per i cinque continenti riuscendo a mantenere abbastanza indenne il loro contenuto.
Due cose sono però ugualmente essenziali per evitare o limitare a un minimo trascurabile i danni. Anzitutto il vino dev'essere sano all'origine, infatti quanto più è "fragile" tanto più danno può ricevere nel trasporto. Se invece il vino presenta ottime caratteristiche qualitative, il che equivale a dire anche assoluta assenza di difetti, sicuramente tali caratteristiche le ritroveremo. Secondo accorgimento, non meno importante: occorre che il trasporto sia eseguito con molta cautela, tenendo presente che il vino teme gli scuotimenti e gli sbalzi di temperatura. All'arrivo, se lo si è trasportato in automobile, lo si tolga immediatamente dal portabagagli, specialmente se fa caldo, e non si pretenda di consumarlo prima di averlo lasciato riposare per un congruo periodo di tempo.


