Nonostante le millenarie amorevoli cure dei coltivatori per i loro vigneti, la vite ha corso nell'Ottocento un gravissimo pericolo, e l'intera Europa ha rischiato di rimanere per sempre priva della sua produzione vitivinicola. Dopo la scoperta dell'America, gli europei che attraversavano l'Atlantico per raggiungere il nuovo continente, avevano cominciato a scoprire, tra le varie "meraviglie", anche piante da noi del tutto sconosciute, e al loro ritorno si preoccupavano di portarne in Europa degli esemplari. Fu così che nel secolo XVI dall'America meridionale giunse nel vecchio continente il pomodoro (che iniziò ad essere coltivato in Italia solo nel secolo successivo). Alla fine dello stesso secolo vennero importate anche piante di patate, altrettanto ignote, al punto che soltanto nel XVIII secolo gli europei si decisero a far entrare questo cibo nelle loro abitudini alimentari. Subito dopo arrivò la robinia, introdotta in Francia da Jean Robin, giardiniere del re, e divenuta oggi una pianta molto diffusa nel nostro continente. L'usanza di molti viaggiatori di riportare dalle lontane Americhe almeno una pianticella esotica da trapiantare nel proprio giardino continuò incautamente anche nei secoli successivi, e nessuno pensò, a quanto sembra, che ciò potesse comportare dei danni. Invece, qualcuna di queste piante (e si trattava evidentemente di viti) aveva degli ospiti clandestini che, giunti in Europa, si trovarono perfettamente a proprio agio e cominciarono a moltiplicarsi.
Arrivata presumibilmente tra il 1850 e il 1860, la fillossera, un afide indigeno del Nordamerica, fu individuato qualche anno più tardi - nel 1868 - in Francia e dal '70 all'80 si diffuse massicciamente in tutte le regioni viticole d'Europa, devastandone i vigneti. Si può proprio dire che questo insetto aveva trovato pane per i suoi denti: infatti le radici delle viti europee si presentavano completamente indifese al flagello, mentre molte specie americane, per la lunga convivenza con la fillossera, avevano acquisito una notevole capacità di autodifesa (diversità di struttura delle radici rispetto alla vite europea, diversità di reazione dei tessuti alla puntura dell'insetto, ecc.) e praticamente risultavano immuni dall'attacco del parassita. I vigneti europei, invece, improvvisamente attaccati, rischiavano di scomparire in breve volgere di tempo, e con essi una produzione vinicola di elevatissima tradizione. La lotta contro la fillossera si presentava disperata. Oggi in Europa non esisterebbe più neppure un vigneto se non si fosse trovata la soluzione giusta e definitiva, l'unica che poteva sconfiggere l'ormai sterminato esercito della fillossera.


