Si è detto della fillossera e di come è stato risolto il relativo problema. Numerosi altri, però, sono i parassiti della vite che possono procurarle danni di più o meno accentuata gravità. Oltre a vari insetti e a nematodi (vermi cilindrici), vi sono parassiti vegetali che possono intaccare la pianta: tra questi, diversi microscopici funghi causano la peronospora, l'oidio, la muffa grigia, ecc.
Antiparassitari e, in particolare, anticrittogamici sono usati contro i vari parassiti. Il più famoso anticrittogamico, il solfato di rame (o verderame, o poltiglia bordolese) cominciò a essere impiegato nel secolo scorso, allorché dei contadini della regione di Bordeaux, in Francia, si accorsero quasi per caso della sua efficacia. Essi, infatti, che erano soliti usare questo preparato per cospargere i paletti adibiti a sostenere le viti, notarono che le parti delle piante vicine ai paletti stessi erano meno intaccate dalle crittogame e allora cominciarono a irrorare anche le viti con la stessa sostanza, ottenendo un ottimo effetto protettivo. Anche lo zolfo è comunemente usato (irrorato con il solfato di rame) per combattere l'oidio. Oggi, inoltre, esistono numerosi preparati messi in commercio dalle industrie chimiche.
Le irrorazioni necessarie nel corso dell'anno possono variare di numero in modo molto sensibile. Le necessità sono diverse da vigneto a vigneto, da zona a zona, e sono in relazione al tenore di umidità e alla temperatura. Infatti, più elevata è l'umidità, maggiore è la necessità d'intervento, perché le crittogame si sviluppano soprattutto in ambiente umido, specialmente caldo-umido. Accade così, per esempio, che i vigneti di pianura, dove la rugiada notturna rende umide le piante, abbiano bisogno di irrorazioni più frequenti che non i vigneti di collina, dove l'ambiente è più asciutto per la migliore esposizione diurna ai raggi solari. In pratica, si può affermare che è anche per la loro maggior protezione naturale dai parassiti che i vigneti di collina forniscono una produzione di qualità superiore.
Le irrorazioni con antiparassitari, pur essendo indispensabili per la difesa della vite, non sono senza conseguenze negative: il costo è notevole e tracce di sostanze chimiche possono ancora trovarsi sull'uva al momento della vendemmia. Questa possibilità riguarda soprattutto quelle sostanze fissatrici a base metallica usate come additivi nella preparazione degli antiparassitari per impedire che le piogge li allontanino subito dalle piante. Si evita, naturalmente, di irrorare le viti quando l'uva è già a un certo punto di maturazione e prossima ad essere vendemmiata, tuttavia il rischio che tracce di sostanze estranee rimangano sui grappoli può esistere. Praticamente, però, durante il processo fermentativo tutte queste sostanze residue vengono eliminate.


