Una pianta molto amata

La coltivazione della vite risale a tempi remoti: in Egitto era certamente praticata nel 3000 a.C., e presumibilmente anche in tempi più lontani. In Italia si ritiene che si sia iniziato a coltivarla nell'età del ferro. Sappiamo anche che i Romani producevano vini vigorosi, molto probabilmente diversi da quelli che siamo abituati a bere oggi, certamente più alcolici.

La vite ha superato i millenni ed è giunta fino a noi nonostante i possibili inconvenienti derivanti, per la salute della pianta e dei suoi frutti, da un ciclo vegetativo alquanto lungo: si pensi che dalla fase iniziale, quando la vite comincia a germogliare, in aprile, fino alla fase finale del raccolto, in settembre ottobre, trascorrono sei-sette mesi, e questa particolarità espone i vigneti a notevoli rischi di natura climatica e meteorologica e al pericolo di numerose malattie.

Evidentemente l'uomo non si è mai stancato di dare le sue cure a una pianta così "difficile", perché ha sempre avuto un debole non tanto per il frutto della vite - l'uva - quanto per ciò che aveva imparato a ricavare dalla fermentazione di esso, e cioè il vino.