Considerata la resistenza della vite americana alla fillossera e poiché quest'ultima, come si è detto, agisce danneggiando le radici, si decise di dare alla vite europea un piede americano, cioè di innestare la pianta europea su un tralcio di vite con radice americana. Attualmente, per fare ciò si tagliano tralci di vite americana, detti talee, che vengono posti in un vivaio, dove iniziano a emettere radici, e vi si lasciano per un anno.
Per il fatto che queste radici avventizie rassomigliano a una barba, le nuove pianticelle derivate dalla talee sono chiamate barbatelle. In seguito può essere effettuato l'innesto che, mentre un tempo era eseguito dal singolo coltivatore, oggi è in prevalenza effettuato dal vivaista con l'ausilio di macchine apposite che realizzano un incastro sicuro ed efficace. I vantaggi per il coltivatore sono evidenti: non solo risparmia tempo e fatica, ma riduce enormemente il rischio del mancato attecchimento, aumentando anche la sicurezza di avere una piantagione con caratteristiche di uniformità e simultaneità vegetativa.


